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ERDOGAN – L’incerto alleato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho letto “ERDOGAN – L’incerto alleato” di David L. Phillips. «Sono stato in Turchia più di quaranta volte. Ho molti amici turchi che ammiro e rispetto. I turchi sono ospitali e cortesi. Quelli che conosco sono moderni e progressisti. I curdi che vivono in Turchia sono dignitosi e nobili, anche nel dolore. Credono che la strada della pace verso un futuro più luminoso passi attraverso l’Europa. Ultimamente i turchi sono afflitti dall’huzun. E un termine turco che vuol dire malinconia, senso di perdita e tristezza. Nella sua forma più estrema l’huzun comporta un profondo senso di angoscia. Il giro di vite di Erdogan dopo lo sventato putsch ha rafforzato la sensazione di impotenza. Malinconia e tristezza sono diventate onnipresenti, le dimostrazioni di unità superficiali e passeggere». La Turchia si trova a un bivio.”

NON MEDITARE
Nei limiti del tutto proseguire
bisogna nell’incerto mal sicuro
cercando il proprio meglio dire e fare
considerando il troppo che ci attaglia.

Non meditare l’oltre stare quieti
leggendo stralunando strabuzzando
nel piccolo restando abborracciati
il meglio del possibile cercando.

Svezzando via la stampa mala sorte
che è sempre una fortuna sortilegio
limitare mediare ritemprare
il fattibile oltre da impostare.
26 dicembre 2017

BIOLOGIA DELL’ANIMA – Teoria dell’evoluzione e psicoterapia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il variegato arcipelago della psicoterapia è forse una delle arene più litigiose nel consesso delle scienze umane. In poche discipline come in quella psicoterapeutica si è assistito nel tempo a una progressiva parcellizzazione delle scuole in sottoscuole e varianti di sottoscuole: una polverizzazione di idee e teorie che ha avuto come risultato una specie di anarchia terapeutica, nella quale ogni analista si richiama al proprio micromodello di riferimento e alza steccati nei confronti dei modelli alternativi.
Dall’epoca di Freud e Jung il tempo non è passato invano. Neuroscienze, scienze cognitive ed evoluzionismo hanno dunque iniziato a capire il sistema mente-cervello da un punto di vista nuovo e si sono impegnate in un confronto serrato e critico con le scuole tradizionali e con le loro teorie. Con Biologia dell’anima Maurilio Orbecchi ci propone i temi fondamentali di questo acceso dibattito, rimarcando, contro ogni tentazione corporativa, che «non ha senso isolarsi in una scuola psicologica particolare, perché la scienza è un’impresa collettiva e intrecciata, che condivide un’architettura evoluzionistica che attraversa ormai tutte le discipline». Quel che conta è trovare spiegazioni plausibili ai comportamenti umani per tentare un intervento efficace, e neuroscienze, evoluzionismo e psicologia animale comparata ci aiutano moltissimo, in questo senso, a scrollarci di dosso quanto di più arcaico e ingiustificato ancora resiste nelle poltrone e nei lettini di così tanti psicoterapeuti.”

Essere vivi al mondo è una fortuna
che occorre riconoscere e smaltire
curando trascurando sanzionando
il trascorso divelto malformato.

Evolversi sconvolgersi mutando
con gli anni con gli eventi la fortuna
con l’anima inventata che si eterna
stravolgendo la morte obliterata.

Bisogna continuare con pazienza
prolungando il futuro che finisce
nel nulla proseguendo il proprio andare
sfinito indefinito fluorescente.
21 dicembre 2017

CERVANTES IL SOLDATO CHE CI INSEGNO’ A PARLARE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Come quella del suo eroe più celebre, la vita di Miguel de Cervantes fu tragica e comica, un teatro di guerra dove i sogni si scontrano senza tregua con la violenza della realtà. L’autore del Chisciotte – che le generazioni successive avrebbero riconosciuto padre del castigliano e del romanzo moderno – perse una mano nella battaglia di Lepanto, conobbe le prigioni algerine, sopportò le frustranti conseguenze di un matrimonio d’interesse e l’umiliazione del tracollo economico. Questa biografia lo racconta come un uomo solo, costretto a subire le ingiustizie del mondo, ma miracolosamente capace di trasformarle in arte. Così, la prosa vivace e lirica sfuma il confine tra il vissuto e la letteratura, lasciando che la descrizione minuziosa dell’epoca si popoli dei fantasmi dei personaggi creati dallo scrittore. Maria Teresa León Alberti scrive da esule, mentre la Spagna è ancora oppressa dalla dittatura franchista: non vuole limitarsi a ricostruire un’esistenza, ma riesce a immaginarla, a riviverla, fino a specchiarsi nel malinconico ma ostinato desiderio di giustizia e di bellezza di Cervantes.”

La vita che s’inerpica e sprofonda
bisogna sopportare e contagiare
domani è un altro giorno forse spero
e l’oggi è un niente male trapassato.

Bisogna stare quieti e bene agiati
ma insieme predisposti all’imprevisto
cercando di riunire e districare
il poco molto troppo all’impossibile.

Con tutto che va bene o che va male
bisogna stravaccare ed aggraziarsi
nel meglio con il peggio e l’oltretutto
che accasa disfacendo e obliterando.
21 dicembre 2017


Poesie d’autore online

Benvenuti nel nuovo blog di Poesie d'autore redatto da Oretta Dalle Ore, che scrive poesie da mezzo secolo, è in internet dal 1996 ed editrice dal 2003. Oretta ha recitato poesie con successo in Svezia, Iran e Germania.

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