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IL MAGICO POTERE DEL FALLIMENTO

Ho letto: “IL MAGICO POTERE DEL FALLIMENTO – Perché la sconfitta ci rende liberi” di Charles Pépin. “Chi ha detto che il segreto della felicità è il successo? Questo libro liberatorio dimostra il contrario: non c’è storia di vera crescita che non sia stata costruita attraverso errori, sconfitte, delusioni. Tutti conosciamo la parabola di Steve Jobs, licenziato in un primo momento dall’azienda che poi egli stesso trasformò in un colosso, ma anche grandi uomini politici come Lincoln e De Gaulle, artisti come Ray Charles, scrittori come J.K. Rowling e campioni come Rafa Nadal sono diventati sé stessi accettando la sconfitta. Charles Pépin racconta con estro di narratore storie di cadute e risurrezioni, e per farlo ci guida alla scoperta del pensiero di san Paolo, Nietzsche, Freud e Sartre. Il suo messaggio è profondo: per diventare quelli che siamo ed esprimere il nostro potenziale dobbiamo accettare l’esperienza del rischio e non limitarci a scegliere tra alternative note e rassicuranti. Ma soprattutto ci riguarda come cittadini e genitori, chiama in causa il nostro modo di lavorare e di stare con gli altri, e ci apre gli occhi sulla ricchezza delle opportunità e delle scoperte che la varietà del mondo ci può offrire.”

  • Lottare per esistere e gioire
  • senza fini e principi i cambiamenti,
  • dismagare l’età con nuove scelte
  • punti fermi imprevisti dislocando.
  • .
  • La parola la lingua patria terra
  • condivisa straniera madre antica,
  • la vecchiaia i costumi le sconfitte
  • le nuove tante strade vita e pace.
  • 17 aprile 2011

I QUATTRO ACCORDI

Ho letto: “I QUATTRO ACCORDI Un libro di saggezza tolteca” di Don Miguel Ruiz. “Don Miguel Ruiz rivela la fonte delle credenze autolimitanti che ci privano della gioia e creano inutili sofferenze. Basato sull’antica saggezza tolteca, questo libro offre un valido codice di condotta che può trasformare rapidamente la nostra vita in una nuova esperienza di libertà, di vera felicità e di amore.Gli esseri umani vivono in un perenne stato di sogno. Sognano quando il cervello dorme, ma anche quando è sveglio. Hanno saputo creare un grande sogno esteriore, il “sogno della società”, costituito da innumerevoli sogni personali, familiari e di comunità. Questo sogno esteriore possiede una grande quantità di regole che ci sono state inculcate fin dalla nascita. Abbiamo così imparato come comportarci in una data società, cosa credere, cosa è bene e cosa è male, bello o brutto, giusto o sbagliato…Non abbiamo scelto queste credenze e queste regole; ci siamo nati e le abbiamo apprese secondo un processo di “addomesticamento” in cui le informazioni sono passate dal sogno esteriore a quello interiore, andando a formare il nostro personale sistema di credenze. A questo punto non c’è più bisogno di “istruttori” esterni, giacché diventiamo noi stessi i nostri giudici. Tutto ciò che crediamo su noi stessi e sul mondo rientra in quel sogno interiore, che tuttavia ci è giunto dall’esterno e che ci impedisce di vederci per come siamo veramente. In questo illuminante volume, don Miguel Ruiz ti indica come vivere una vita completamente nuova in cui sei libero di essere chi sei davvero.”

  • SAPERE E NON SAPERE
  • .
  • Bisogna star contenti di esser vivi
  • facendo il proprio meglio con pazienza
  • non criticare gli altri ma aiutarli
  • in quanto ci è possibile a ben fare.
  • .
  • Sapere e non sapere cuticagna
  • è un inutile vezzo da ignorare
  • mirare alla saggezza avanti e indietro
  • dei molti che pervengono e convergono.
  • .
  • Non pensare oltre troppo ma pensare
  • raccattando il diverso ultramondano
  • che accompagna rilascia si disperde
  • rimanendo nel piccolo svariante.
  • 18 luglio 2017

LA TERRA SENZA IL MALE

Ho scorso: “LA TERRA SENZA IL MALE –Jung: dall’inconscio al simbolo” di Umberto Galimberti. “Questo libro parla della terra e del suo male, del segno e del simbolo del linguaggio e del suo limite. Questo libro parla di Jung, perché, come Nietzsche, Jung raggiunge l’essenza violenta del discorso psicologico e quindi l’origine del discorso, che neppure la filosofia conosce perché, come ‟scienza umana”, non dice che il limite… Dopo Jung non si può fare psicologia se non accedendo alla nascita della psicologia che non si trova nei testi scientifici, dove le tautologie assicurano i generi e le tecniche, ognuno al suo posto, ma in quel pre-testo che è la religione, dove il dramma divino narra la vicenda umana che l’uomo non può raccontare, perché il suo racconto, il suo testo è venuto dopo. Per questo in Jung non parla il sapere, ma Dio e gli dei. Con Jung torna l’enigma, torna l’Oscurità. La sua psicologia assume il modo del discorso per trasferirlo al limite del discorso. È questo limite che vogliamo indagare”

  • Il mondo s’è ingrandito a dismisura
  • nel poco mio sapere che l’incentra
  • con pochissimi altri e qualche altra
  • nel minimo mio piccolo mi aggrego
  • La mia conversazione minimale
  • è un impegno un inghippo una fortuna
  • che permette di vivere e godere
  • nei limiti possibili contabili.
  • L’immenso disamora subissando
  • il poco molto buono che ci tocca
  • conviene condividere e smaltire
  • il compibile bene percepibile.
  • 17 luglio 2017

Poesie d’autore online

Benvenuti nel nuovo blog di Poesie d'autore redatto da Oretta Dalle Ore, che scrive poesie da mezzo secolo, è in internet dal 1996 ed editrice dal 2003. Oretta ha recitato poesie con successo in Svezia, Iran e Germania.

Scrivete a oretta@oretta.it

Oretta pubblica anche un blog di poesie tradotte in inglese.

Potete anche accedere al vecchio blog.

Buona lettura!

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