Archivio per luglio 2019

Il mio Novecento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mio Novecento di Bernardo Valli. Due guerre mondiali, 187 milioni di morti, quattro imperi che si dissolvono, un sistema coloniale che si disgrega, l’Unione Sovietica che implode, l’era atomica che impone un equilibrio del terrore. Perché dovrebbe essere «breve» il Novecento? Perché uno storico di valore, Eric J. Hobsbawm, lo vide iniziare il 28 luglio del 1914, con gli spari di Sarajevo, e finire con la caduta del Muro, e le due guerre saldate fra loro, continuazione l’una dell’altra. Del secolo da poco (o molto?) concluso, Bernardo Valli scrive «a memoria» tragedie e progressi, in una lectio che di magistrale ha la sintesi, non la lunghezza. Acuta come un saggio ma lesta come la «conversazione di un cronista». Un libretto di istruzioni per la vita da mettere in tasca alle generazioni che non hanno visto e agli scettici d’Europa che hanno perduto coscienza della vittoria che l’Unione rappresenta, in settant’anni di pace.

In pace settant’anni il novecento
che è il secolo da poco terminato
in modo bellicoso strapazzato
bisogna valutare ed apprezzare.

La caduta del Muro le due guerre
con milioni di morti l’era atomica
terrorismo equilibrio Sarayevo
settant’anni di pace ricordare.

La dottrina politica è una scienza
che la democrazia sta commutando
con la forza internet per tutti e i media
che occorre propagare e migliorare.
26 giugno 2019

La lingua che visse due volte. Fascino e avventure dell’ebraico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La lingua che visse due volte. Fascino e avventure dell’ebraico di Anna Linda Callow. Nella Bibbia il Dio della Genesi crea la luce e ordina il cosmo parlando ebraico, e all’ebraico ricorre Adamo per dare un nome a tutti gli esseri viventi. L’ebraico è il più antico idioma al mondo a essere utilizzato in maniera pressoché identica da millenni, e attraverso liturgie e traduzioni è penetrato in molti lessici europei, italiano compreso: oggi è la lingua ufficiale di uno stato (Israele) e quella di una religione. Ma la sua vicenda è stata tutt’altro che lineare: per molti secoli è rimasta sostanzialmente una lingua morta, coltivata da rabbini e intellettuali ma soppiantata nei contesti profani dalle innumerevoli parlate della diaspora ebraica, dallo yiddish al ladino. Solo complesse circostanze storiche, identitarie e politiche l’hanno riportata in vita, facendone un organismo vivo e fecondo. Anna Linda Callow racconta questa avventurosa epopea con la conoscenza della studiosa e il gusto dell’esploratrice: ci inizia alla lettura di un alfabeto affascinante e misterioso, ci fa scoprire vicende epiche come quella di Eliezer Ben Yehuda, che compilò un monumentale dizionario e allevò il primo bambino ebraicofono dalla nascita dopo secoli, ci conduce per mano attraverso splendide pagine di letteratura, e ci fa viaggiare nel tempo e nello spazio immergendoci in una cultura in cui tutti noi affondiamo le radici.

La lingua che si parla e che si scrive
ha reso noi umani avventurati
nell’oltre culturale millenario
descritto circoscritto cardinato.

La religione degli ebrei varata
in modo fascinoso variegante
scombina l’ateismo disastrante
che incombe passionale ripensato.

Discariche e reperti riesumati
bisogna sbavagliare dottrinando
l’inoltro stratosferico castrato
aiutando l’agire un pochettino.
30 giugno 2019

L’ enigma del futuro. Filosofia e vita quotidiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ enigma del futuro. Filosofia e vita quotidiana di Andrea Iacona. Cosa accadrà domani? E nel resto dei nostri giorni? Saremo felici o infelici? Vivremo a lungo oppure no? Da un lato gli esseri umani guardano all’avvenire come a qualcosa di reale, credono che esistano risposte alle loro domande e vogliono conoscerle, magari interpellando indovini, oracoli, profeti. Dall’altro sono convinti di poter modificare con le loro scelte il corso degli eventi: il futuro – si dice – non è scritto! La riflessione sul futuro, che accompagna da sempre la storia dell’umanità, è segnata da questo dilemma. E allora una cosa che possiamo fare è ragionarci sopra lucidamente, come fa questo libro.

La vita nasce cresce invecchia muore
io guardo da vecchiarda il mio campare
con meriti demeriti con voglie
passati sorpassati scompigliati.

Il peggio che continua porto avanti
nel meglio del possibile con calma
perseguendo gli eventi e le buriane
con chiacchere e letture scribacchiate.

La fine che si sgancia lascio perdere
con gli altri e con le altre m’arrabatto
domani è un altro giorno forse spero
nell’oggi lenta e calma mi conguaglio.
28 giugno 2019


Poesie d’autore online

Benvenuti nel nuovo blog di Poesie d'autore redatto da Oretta Dalle Ore, che scrive poesie da mezzo secolo, è in internet dal 1996 ed editrice dal 2003. Oretta ha recitato poesie con successo in Svezia, Iran e Germania.

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