Archivio per gennaio 2015

Il mio nome è Iran

  • Ho letto: ”Il mio nome è Iran” di Davar Ardalan. “Con tutti i mutamenti della sua complessa storia, l’Iran ha sempre oscillato tra tradizione e modernità, monarchia e teocrazia, secolarismo e sacralità, Oriente e Occidente. Queste contraddizioni hanno obbligato il paese e la sua gente a una continua ricerca di una propria identità e a una perenne lotta per trovare armonia ed equilibrio.
    L’autrice ripercorre le vicende della sua famiglia, contraddistinte da innumerevoli cambiamenti e continui inizi, e narra la sua personale ricerca di una identità – e di una nazione – a cui appartenere. Il mio nome è Iran racconta la storia di tre donne – Davar Iran, sua madre e sua nonna – e del loro inarrestabile e profondo rapporto con l’Iran. Una storia che ha come sfondo gli anni delle ancestrali tradizioni persiane e della filosofia mediorientale, ma anche gli anni dei conflitti, della modernizzazione forzata dello Scià, della Rivoluzione dell’ayatollah Khomeini, della guerra contro l’Iraq…
    Verso l’Iran – donna e nazione – non c’è condanna, né assoluzione. C’è solo il resoconto appassionato e umano di un paese colmo di contraddizioni ma incatevole, di una donna determinata a fuggire dal consumismo e dall’individualismo occidentali ma anche decisa a difendere la propria libertà religiosa e culturale.
    Iran Davar Ardalan è direttrice di produzione per la National Public Radio. Durante la sua carriera ha prodotto molti documentari che le sono valsi importanti riconoscimenti internazionali. Ha vissuto e lavorato in ambito giornalistico anche in Iran.
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  • Non contare il problema troppi al mondo
  • è quello che succede e che imperversa
  • nei libri ultramoderni mia lettura
  • che proseguo ogni giorno a dismisura.
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  • Bisogna fare meno e accontentarsi
  • nel mangiare nel bere e il tutto vivere
  • che succede ogni giorno ai vecchi umani
  • e a quelli giovanissimi che incombono.

Una rivoluzione ci salverà

Ho scorso: “Una rivoluzione ci salverà – Perché il capitalismo non è sostenibile” di Naomi Klein. “Il capitalismo non è più sostenibile. A meno di cambiamenti radicali nel modo in cui la popolazione mondiale vive, produce e gestisce le proprie attività economiche – con i consumi e le emissioni aumentati vertiginosamente – non c’è modo di evitare il peggio. Cosa fare allora? Il messaggio è dirompente: si è perso talmente tanto tempo nello stallo politico del decidere di non decidere, che se oggi volessimo davvero salvarci dal peggio dovremmo affrontare tagli così significativi alle emissioni da mettere in discussione la logica fondamentale della nostra economia: la crescita del PIL come priorità assoluta. “Non abbiamo intrapreso le azioni necessarie a ridurre le emissioni perché questo sarebbe sostanzialmente in conflitto con il capitalismo deregolamentato, ossia con l’ideologia imperante nel periodo in cui cercavamo di trovare una via d’uscita alla crisi. Siamo bloccati perché le azioni che garantirebbero ottime chance di evitare la catastrofe – e di cui beneficerebbe la stragrande maggioranza delle persone – rappresentano una minaccia estrema per quell’élite che tiene le redini della nostra economia, del nostro sistema politico e di molti dei nostri media.” La via d’uscita che intravede Naomi Klein non è una Green Economy all’acqua di rose, ma una trasformazione radicale del nostro stile di vita. “La buona notizia è che molti di questi cambiamenti non sono affatto catastrofici; al contrario, sono entusiasmanti.”

  • La vita che si allunga e s’imbottiglia
  • diventa uno sfacelo o una fortuna
  • per gli occhi per le orecchie per gli amici
  • per le avventure disavventure fiabe.
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  • Bisogna andare avanti e confortarsi
  • con gentilezza dignità coraggio
  • calcolare gli inghippi e la buriane
  • i problemi del vivere invecchiati.

Solidarietà – Un’utopia necessaria

Ho letto: “Solidarietà – Un’utopia necessaria” di Stefano Rodotà. “Scardina barriere, demolisce la nuda logica del potere, costruisce legami. Il principio di solidarietà è l’antidoto a un realismo rassegnato che non lascia speranze, che non lascia diritti.”

  • Bisogna continuare in prospettiva
  • coi limiti del vento e le tempeste
  • che continuano altrove da evitare
  • domani è un altro giorno come l’ieri.
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  • Svirgolare il silenzio e le fazioni
  • per trovare l’accordo vita insieme
  • avere il proprio spazio con gli accoliti
  • capitati incontrati dissestati.
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  • Fare il proprio dovere è un piacer vivere
  • che preserva dal vago e dall’ignoto
  • confidare negli altri è il sortilegio
  • cha accompagna protegge dà salute.

Poesie d’autore online

Benvenuti nel nuovo blog di Poesie d'autore redatto da Oretta Dalle Ore, che scrive poesie da mezzo secolo, è in internet dal 1996 ed editrice dal 2003. Oretta ha recitato poesie con successo in Svezia, Iran e Germania.

Scrivete a oretta@oretta.it

Oretta pubblica anche un blog di poesie tradotte in inglese.

Potete anche accedere al vecchio blog.

Buona lettura!

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