Archivio per novembre 2018

LA FILOSOFIA E IL BISOGNO DI SENSO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA FILOSOFIA E IL BISOGNO DI SENSO di Norberto Bobbio. Nei due scritti raccolti in queste pagine, chi legge può provare l’esperienza del duplice esercizio delle virtù del dubbio e del dialogo di un maestro dell’arte della convivenza civile. E chi ha avuto la fortuna e il privilegio di aver intrattenuto nel tempo relazioni di stima, di collaborazione e di amicizia con Norberto Bobbio può avere l’impressione vivida di risentire la voce del filosofo. L’impressione di ascoltarne quasi la cadenza, nel rigore dell’argomentazione, nella chiarezza dell’esposizione, nella veridicità nel formulare convinzioni meditate, nel va’ e vieni fra domande ineludibili e risposte inevitabilmente provvisorie, quando non letteralmente impossibili. Così, l’indagine filosofica coincide con l’arte del formulare domande di senso. La filosofia, sostiene Bobbio, deve «porre delle domande, non lasciare l’uomo senza domande, e fare intendere che al di là delle risposte della scienza c’è sempre una domanda ulteriore». (dalla Prefazione di Salvatore Veca)

I LIMITI BEN VERSI
Vedere poca gente è il mio sistema
di vecchiarda complessa variegata
che vive per il meglio fragilmente
leggendo conversando divagando.

Le gare le conquiste le battaglie
ho sempre limitato nel possibile
i limiti ben versi praticando
con cattiva fortuna imperversando.

L’ambizione smussata disdegnata
mi ha reso incomprensibile malversa
non cercare il successo né vantarlo
la gente strapotente non sopporta.
21 novembre 2018

L’ ultima lezione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ultima lezione di Zygmunt Bauman con un saggio di Wlodek Goldkorn. «Mi concentrerò sui motivi che spingono le persone, in un certo momento della loro storia, a dedicarsi con una passione e un interesse particolari a predizioni, congetture e manifestazioni di panico al pensiero di una possibile fine del mondo.»
Bauman era uno degli ultimi veri intellettuali pubblici in circolazione e attività in questi primi due decenni del Terzo Millennio. Certo, era un accademico, e di successo: un sociologo e sicuramente anche un filosofo. Ma che cosa è un intellettuale pubblico? È una figura che trae, in Occidente, le sue origini dalla tradizione dei profeti, uomini contro il potere, così come ci è stata tramandata più nella versione ebraica – anarchica, iconoclastica, irriverente – che in quella cristiana dove potere e sapere coincidono.

ACCETTARE LE MODE
Accettare le mode e i cambiamenti
scegliendo di adeguarsi o discordare
la vita mutamento è una questione
che occorre riconoscere e smaltire.

La nascita e la morte accadimenti
con leggi pedisseque varieganti
congregano disgregano mutando
necessità e nozioni subissanti.

Il passato al futuro riaggregato
con visione spettrale rappezzata
bisogna riconoscere e blandire
continuando e tornando a balzellare.
19 novembre 2918

GLI SI DICEVA… Varsavia 1968

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GLI SI DICEVA… Varsavia 1968 di Zygmunt Bauman. Un saggio di incredibile lucidità sulla contestazione e il dissenso degli studenti nella Polonia comunista del 1968.
«La Primavera di Praga fu stroncata mezzo secolo fa dai sovietici. Ma già prima, nel marzo 1968, qualcosa si era mosso anche in Polonia, dove gli studenti erano entrati in agitazione contro il regime comunista» – Antonio Carioti, Corriere della Sera.
Marzo 1968: in appena tre settimane si svolge l’intera parabola delle agitazioni studentesche nella Polonia comunista. Varsavia, Cracovia, Danzica, Lodz e Breslavia: tutte le Università del paese sono in fermento. È un’intera generazione a risvegliarsi, quella dei primi allievi del socialismo polacco, ormai definitivamente disillusa davanti allo scarto fra la propaganda del regime e una realtà sempre più lontana dagli ideali fondanti del Socialismo. In un saggio di incredibile lucidità e spessore critico, il sociologo polacco Zygmunt Bauman descrive la crescente delusione degli studenti, le loro aspettative, le speranze di salvare il Socialismo e la Polonia. Bauman riflette anche sugli elementi che accomunano i moti polacchi a quelli occidentali: la propensione globale degli studenti alla rivolta come forma di opposizione violenta alle pressioni esercitate dal mondo professionale.

LA VITA SESSANTOTTO
L’andazzo primordiale mi scombina
il volere e il piacere inventariato
con gli altri e con le altre rivoltando
il passato e il futuro trapassato.

Con Marco con Giovanni con Emilia
con la piccola Aurora prospicienti
con gli amici i parenti le letture
il fare si moltiplica e migliora.

La vita sessantotto calibrata
praticai giustamente e sono lieta
degli inversi molteplici conversi
che ho letto di Varsavia ugualitaria.
18 novembre 2018


Poesie d’autore online

Benvenuti nel nuovo blog di Poesie d'autore redatto da Oretta Dalle Ore, che scrive poesie da mezzo secolo, è in internet dal 1996 ed editrice dal 2003. Oretta ha recitato poesie con successo in Svezia, Iran e Germania.

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