Archivio per gennaio 2019

L’amicizia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’amicizia di Georges Bataille. Quel che è importante mostrare, attraverso questo esemplare scritto di Bataille, è come il pensiero possa, con il più grande rigore, parlare di ciò che di questo rigore è la continua messa in crisi. L’esistenza, l’infinita ricchezza dell’esistenza, compresa la sua “parte maledetta”, non è l’opposto del pensiero, ma il bordo di uno stesso limite. Il pensiero più rigoroso è esattamente quello che sa stare sul limite. Come esso ci stia poco importa. Quel che conta è quanta libertà mostra e fa respirare, quanta gioia sa trasmettere (la gioia di cui parla Bataille alla fine de L’amicizia). Ed è per questo che il pensiero, la pratica di pensiero, ad avviso di Bataille può essere soltanto una pratica dell’amicizia, intesa come un sottrarsi e un esporsi ai propri limiti per aprirsi all’altro. (Dallo scritto di Federico Ferrari)

Il tempo che si vive è un’avventura
che occorre riconoscere e smaltire
contando ricontando ripetendo
gli avventi trasmutabili conversi.

La sicurezza è un’onda imprecisata
che occorre nel futuro perseguire
varando in doppio modo le questioni
complesse mal sicure limitate.

Non pretendere molto ma qualcosa
bisogna sempre andando perseguire
nell’oltre per il meglio qualcosina
cercando di varare parlottando.
28 gennaio 2019

Giovanni Boccaccio. Il Decamerone. La novella che non fu mai scritta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni Boccaccio. Il Decamerone. La novella che non fu mai scritta di Andrea Camilleri. Una novella di Giovanni Boccaccio idealmente dedicata a Giovanni Bovara, studioso del “Decamerone”, che poco prima di morire (1916) a causa delle ferite riportate durante la Prima guerra mondiale, scoprì fortunosamente uno scritto sconosciuto del Boccaccio. Questa novella fu poi nuovamente dimenticata per essere poi pubblicata, per la prima volta. È altamente probabile che la novella fosse stata portata al Nord dallo stesso Boccaccio per donarla a qualcuno quando, nel 1351, fu inviato in Tirolo come “ambaxiator solemnis” di Firenze. Qui, Camilleri racconta non solo come venne in possesso di una copia manoscritta dell’originale autografo, ma chiarisce anche le probabili ragioni che spinsero Boccaccio a escludere questa novella sia dalla Giornata Terza del Decamerone, a cui era originariamente destinata, che dalla raccolta definitiva.

Un Boccaccio mai scritto raccontato
inventariando poliziescamente
una stramba novella brancicata
ho letto come falso presentato.

Mal si pensa dell’oltre perseguito
permutando gli scritti d’un famoso
con sesso e contro sesso inventariati
in maniera risibile maldestra.

Vecchissima maldestra la lettura
mi svaga mi sollazza m’intrattiene
mi sforza a immaginare scribacchiando
qualcosa per l’inoltro che succede
27 gennaio 2019.

I sei lati del mondo. Linguaggio ed esperienza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I sei lati del mondo. Linguaggio ed esperienza di Giorgio R. Cardona. Con l’espressione persiana “i sei lati del mondo” l’autore allude al modello psicologico ‘universale’ che caratterizza l’uomo. Come esso filtra nelle parole che usiamo per descrivere la nostra esperienza? È il linguaggio che influenza il nostro modo di vedere il mondo o è la realtà a influire sul nostro modo di esprimerci? Affascinante alternativa che Cardona analizza in pagine ricchissime di suggestioni, dove si incrociano linguistica e psicologia, etnologia e semiologia. Giorgio Raimondo Cardona ha insegnato Glottologia nell’Università di Roma La Sapienza.
PER LA LINGUA ITALIANA
La destra e la sinistra avanti e indietro
con l’alto e con il basso trasmutanti
conteggiano sei modi divergenti
del dire fare avere blaterare.

Le leggi le speranze le avventure
le nascite le morti avvicendate
le culture volture discrepanti
linguisticamente vanno avanti.

Per la lingua italiana saltabecco
leggendo le esperienze di Cardona
e continuo con calma a scribacchiare
con gioia con piacere buon umore.
26 gennaio 2910


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