Archivio per giugno 2016

Oretta e la schizofrenia

  • Riporto con gioia il discorso di Marco Bastia per la presentazione del libro “Oretta e la schizofrenia”, allo Spazio Nour, in Viale Bligny, 42 a Milano, 28 Giugno 2016:
  • Buonasera e grazie a tutti per essere qui.
  • Mi chiamo Marco Bastia e sono l’autore di questo piccolo libro.
  • Anche se di solito non amo parlare in pubblico, lo farò eccezionalmente oggi per Oretta Dalle Ore, Poetessa, che mi ha dato la possibilità di scrivere, di pezzi della sua vita, che hanno caratterizzato il suo essere e la sua azione.
  • Questo lavoro nasce come ricerca, ma anche come necessità.
  • La necessità di non disperdere questa ricca e umanissima testimonianza, rendere nota la storia di una donna eccezionale, di una persona che ha fatto dell’aiuto e della condivisione la sostanza, la linfa della sua esistenza e della sua poesia.
  • Oretta ha avuto a che fare con la schizofrenia, ne è stata affetta e ha cercato di accompagnarla, non curarla, accompagnarla, cioè andarle insieme per, come dice nel libro, coniugare speranza e sortilegio.
  • Oretta è una poetessa civile, scrive del contemporaneo e fa uso di termini a volte difficili, a volte desueti, ma che proprio per questo riacquistano il proprio valore e la propria potenza; la potenza della parola, il significato, che se hai la fortuna di aver letto almeno un pochino, sai riconoscere e magari trasformare.
  • Oretta ha scritto opere teatrali, rappresentate a volte in momenti cruciali della vita italiana e mondiale, ha scritto saggi, interloquito con giornalisti, scrittori, artisti, schizofrenici e cosiddetti normali, anarchici e poeti.
  • Ha scritto della vita politica italiana, della guerra fredda, della follia e delle tasse.
  • E’ stata un medico e una compagna di strada, una dama di carità e una psicoterapeuta volontaria.
  • Il bello è che Oretta Dalle Ore è.
  • Scrive ancora, legge ancora, dibatte ancora e si interessa ancora.
  • Io mi sento fortunato e onorato di conoscerla e di esserle amico.
  • Grazie a lei ho conosciuto altrettante persone interessanti, alcune delle quali qui presenti oggi.
  • Vorrei ringraziare alcune di queste bellissime persone, che hanno reso possibile questa (per me) già magnifica serata: Lucia Iudica, Mahmoud Saleh Mohammadi, Francesco Orlando e ovviamente Oretta Dalle Ore.
  • Grazie

Et cetera

Ho letto e poetato: “Et cetera – (and so on, und so weiter, and so forth, et ainsi de suite, und so ùberall, etc.)” di Jacques Derrida. “Jacques Derrida fornisce una delle definizioni più sorprendenti della sua idea di “decostruzione”, che non è una filosofia, né un metodo, né un concetto preciso, ma “solo ciò che capita se capita”. Quel che è certo è che la decostruzione va sempre insieme a qualche altra cosa; essa, infatti, articola e disarticola ogni parte del discorso, riconoscendo tale divisione anche al proprio interno. L’elemento che rende concretamente possibile tutto questo è la congiunzione “e”, un “sincategorema” capace di esprimere la correlazione tra insiemi eterogenei: la decostruzione e la scienza, la decostruzione e l’America, la decostruzione e l’amore ecc. Derrida, rifacendosi a Foucault, Borges e soprattutto a Husserl, spiega l’importanza della “e” quale collegamento logico (e fenomenologico) che può avere molte forme, usi e significati, perfino disgiuntivi, perché la congiunzione scivola e s’insinua dietro ogni disgiunzione. Testo breve quanto denso, “Et cetera” è anche una acuta e divertente riflessione metalinguistica, dal momento che non si può descrivere e formalizzare un’unità di linguaggio come la “e” senza farne già uso all’interno della stessa descrizione.”

  • Fare del proprio meglio contro il peggio
  • accordando nei limiti i pensieri
  • con le voglie di fare e di disfare
  • di resistere esistere virare.
  • .
  • Nel mondo che si cambia e s‘imperversa
  • lasciarsi andare al nulla ed aspettare
  • perseverando il poco che s’ingolfa
  • nel rimanente altro da appigliare.
  • .
  • Con libri malasorte accartocciati
  • che arruffano gli andazzi lingua idioma
  • discrescendo acciuffando sabotando
  • l’incredibile nuovo da cercare.

Anatomie

Ho letto un po’ scorrendo: “Anatomie – Storia culturale del corpo umano” di Hugh Aldersey- Williams. “Perché presso diverse culture è il fegato, e non il cuore, la sede della vita spirituale e affettiva dell’uomo? Possiamo non essere “legalmente” proprietari del nostro corpo? Monna Lisa non ha le sopracciglia e noi non lo notiamo: com’è possibile? Gli universi culturali e simbolici del corpo umano sono infiniti, sempre diversi nel corso della storia dell’umanità. In questo libro Aldersey-Williams ne traccia un ritratto sorprendente, ricco di scoperte e clamorose smentite, soffermandosi su significati e caratteri attribuiti alle sue parti e ai suoi organi: dagli studi di Leonardo sull’armonia delle proporzioni alla presunta purezza del sangue e della razza, dal cannibalismo alla simbologia dello scheletro, da Frankenstein ai robot umanoidi, dai crani rimpiccioliti di alcune tribù amazzoniche al cervello di Einstein, conservato a Princeton e studiato ancora oggi per scoprire il segreto del suo genio. Con scarsi risultati, a dir la verità: notizie bomba sui modi in cui la genialità si manifesta nel corpo fisico per ora non ci sono arrivate. Familiare eppure misterioso, il nostro corpo ha da dirci su noi stessi molto più di quanto immaginiamo.

  • Europa vecchie usanze, Europa patria,
  • antiquata retrograda umanista,
  • che lotta perché l’uomo non sia merce
  • rifiutando i brevetti in medicina
  • e rischia se persiste di lasciare
  • il primo mondo giù precipitando
  • nel terzo mondo, fuori dai mercati
  • della democrazia del consumismo,
  • diventando colonia del Giappone
  • e degli Stati Uniti, senza fisime,
  • che vogliono denaro dal denaro
  • investito per farmaci e salute
  • propaganda statistiche efficienza
  • progetti esperimenti nuove tecniche
  • con animali cavia e cavie umane
  • e medici inseriti nel commercio
  • trascinati in processi da pazienti
  • divenuti clienti inferociti
  • Europa vecchie usanze, Europa patria,
  • antiquata retrograda umanista
  • capace di fermarsi e dire basta
  • alla concitazione del progresso.
  • 1994

Poesie d’autore online

Benvenuti nel nuovo blog di Poesie d'autore redatto da Oretta Dalle Ore, che scrive poesie da mezzo secolo, è in internet dal 1996 ed editrice dal 2003. Oretta ha recitato poesie con successo in Svezia, Iran e Germania.

Scrivete a oretta@oretta.it

Oretta pubblica anche un blog di poesie tradotte in inglese.

Potete anche accedere al vecchio blog.

Buona lettura!

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