Archivio per maggio 2016

Ricordi di apprendistato

Ho letto: “Ricordi di apprendistato – Vita di un matematico” di André Weil. “Per André Weil, uno dei più influenti matematici del secolo scorso, l’apprendistato coincide con la vita stessa. Queste memorie seguono il tracciato ondivago della sua inestinguibile sete di conoscenza e descrivono la formazione di un’intelligenza vasta e irriverente, sostenuta dalla fede nella libertà per l’individuo e per la ricerca scientifica. Un’etica venata d’ironico distacco, diversa da quella dell’amata sorella Simone Weil, eppure portata avanti con uguale rigore. Dagli anni Venti fino all’inizio della guerra, André gira l’Europa alla ricerca dei geni dai quali imparare, si appassiona allo studio del sanscrito e della Bhagavadgita, visita l’India, fonda con altri matematici francesi il gruppo Bourbaki. Verranno poi la guerra, le leggi razziali, la prigionia in Finlandia, dove viene scambiato per una spia sovietica, e in Francia, per renitenza alla leva. Infine il rifugio negli Stati Uniti e poi in Brasile, dove potrà riprendere i suoi studi e ricominciare a vivere; il libro si chiude qui, nell’agosto 1945, alla notizia dell’esplosione della prima bomba atomica su Hiroshima. Lucido e coraggioso anche di fronte alle avversità e agli orrori, sempre curioso del mondo, André Weil ci consegna una testimonianza toccante e rivolta a tutti i lettori, perché “la verità è unica, e la matematica non è che uno degli specchi in cui essa si riflette, forse con più purezza che non in altri”.

  • Niente sembra diverso tutto cambia
  • le foglie senza vento stanno in alto,
  • come non fosse autunno, cascheranno.
  • Il cielo piombo grigio mostra strappi
  • d’azzurro luce sole pochi e brevi
  • che sfuggono alla vista che non guarda.
  • Non aspettare nulla tutto fare
  • correndo col destino che passeggia.
  • 3 ottobre 2006

Una storia quasi soltanto mia

Ho letto: “Una storia quasi soltanto mia” di Licia Pinelli e Piero Scaramucci. “Questa è la storia che Licia Pinelli mi raccontò all’inizio degli anni ottanta. Era rimasta appartata, quasi silenziosa per una decina d’anni, da quell’inverno del 1969, quando la bomba fece strage alla Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano, suo marito Pino, ferroviere anarchico, precipitò da una finestra della questura e l’Italia scoprì che la democrazia era sotto attacco. Licia si era tenuta lontana dai riflettori concentrandosi in una tenace battaglia per ottenere giustizia dalla Giustizia. Non la ottenne. Dopo dieci anni Licia fece forza sul suo severo riserbo e si decise a raccontare di sé e di quel che era successo. Scelse lei stessa di parlare e mi chiese di intervistarla. Non fu un percorso facile, per Licia fu come reimparare a parlare e a guardare dentro se stessa dopo anni di silenzio e autocensura. Oggi, a distanza di tanto tempo, questo racconto appare come un documento di rara verità, chi vorrà scrivere la storia di quegli anni durissimi non ne potrà prescindere.”

  • Ci han strappato dal cuore la speranza
  • distrutte nella mente le parole
  • gettato il mal di mare nello stomaco
  • calcolando al centesimo le morti
  • della strage e le nostre reazioni.
  • Ma lavorando adagio nell’altrove
  • possiamo ritrovarci saldi e vivi
  • e sapere di nuovo dire e fare.

La sociologia francese

Ho letto: “La sociologia francese” di Claude Lévi –Strauss. “Preso nella stretta della Seconda guerra mondiale, vincolato dalla sua condizione di esule a parlare due lingue, angosciato dal destino di morte che segna l’Occidente, Claude Lévi-Strauss, invitato da Georges Gurvitch a partecipare a un volume sulla sociologia nel XX secolo, si chiede quale sia l’origine e quale il futuro riservato a quella francese. Apparso per la prima volta nel 1945 in America, poi nel 1947 in Francia, “La sociologia francese” è qui tradotta per la prima volta in italiano.”

  • La furbizia tedesca mi scombina
  • l’arroganza francese mi distoglie
  • il perbenismo inglese mi affatica
  • e l’Italia che spasima mi affligge.
  • .
  • Uscire dagli schemi del linguaggio
  • dai lontani ancoraggi delle svolte
  • dal prima dopo ancora del mai più
  • donne e uomini insieme asserragliati.
  • .
  • Non essere nessuno è la funzione
  • delle cose ottenute senza nome
  • importante è l’effetto risultato
  • del sapere d’esistere insistendo.
  • 24 nov. 11

Poesie d’autore online

Benvenuti nel nuovo blog di Poesie d'autore redatto da Oretta Dalle Ore, che scrive poesie da mezzo secolo, è in internet dal 1996 ed editrice dal 2003. Oretta ha recitato poesie con successo in Svezia, Iran e Germania.

Scrivete a oretta@oretta.it

Oretta pubblica anche un blog di poesie tradotte in inglese.

Potete anche accedere al vecchio blog.

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