Archivio per agosto 2018

Barthes

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Barthes di Roland Barthes. “L’unica passione della mia vita è stata la paura”. La straordinaria epigrafe che Barthes ha scelto per il suo “Piacere del testo”, andando a cercarla in Hobbes, attraversa e segna come un motto emblematico anche tutta la sua speculazione. Paura di essere afferrato e frainteso, da una facile e sommaria ‘cucina’ ideologica. Paura della “bêtise”, che invita continuamente a ricercare e contraddirsi; paura d’esser fermato in un’immagine stereotipa e sterile. Ecco cosi, paradossalmente, per evitare questo procedimento di imbalsamazione precoce, di monumentalizzazione pubblica, l’idea di scriversi addosso una stravagante monografia, quasi per abolirsi, per cancellarsi, per “derealizzarsi”, come avrebbe detto un pensatore a lui caro, Sartre. Non tanto un diario di fatti, di accadimenti, ma piuttosto un diario di riflessioni; non tanto aneddoti biografici, ma avventure d’idee. Un quaderno a “collage”, in cui l’immagine univoca di Barthes viene continuamente frammentata, contraddetta, cancellata: “io non mi assomiglio mai”. Nella prima pagina, a caratteri autografi, quasi una confessione sommessa nell’orecchio di chi s’accinge ad intraprendere questo viaggio, si legge: “Tutto ciò dovrà essere considerato come detto da un personaggio di romanzo”. Un Barthes immaginario, dunque, personaggio fittizio, scritto, che si racconta in terza persona, dietro la maschera del frammento. Così è proprio in questo libro, scritto nel 1974, che si ritrova la fisionomia più autentica del grande critico.”

EVITARE LA NOIA
Evitare la noia a novant’anni
mi spinge alla lettura e alla scrittura
sono aiutata e aiuto tiro avanti
leggendo chiacchierando scribacchiando.

Il dovere di scrivere è un impegno
che perseguo ispirata da moltissimo
non capisco la moda e l’antimoda
che porta alle paure di Barthes.

Non vuole somigliarsi né variarsi
frammentando mutando disdicendo
cancellando con maschera il suo dire
frainteso nell’inverso putiferio.
30 agosto 2018

DECISIONI INTUITIVE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DECISIONI INTUITIVE di Gerd Gigerenzer. “Quando si sceglie senza pensarci troppo di Gerd Gigerenzer, direttore del Max Planck Institute for Human Development, con una prosa gradevole e a tratti scanzonata, illustra cosa c’è dietro le nostre scelte istintive e quanto queste siano nei fatti migliori di complicati ragionamenti razionali, specie in condizioni di incertezza e di assunzione di rischi. I risulti dei suoi studi hanno messo in luce che è possibile con semplici ‘regole del pollice’ consentire a dilettanti di battere gli esperti del mercato azionario, oppure come un giocatore riesce a prendere una palla al volo, oppure ancora come i genitori scelgono una scuola, o gli amanti di un compagno. La cui ricerca che Gigenzer e i suoi colleghi dell’Istituto hanno condotto porta a conclusioni innovative che sempre più mostrano come l’approccio deterministico e i modelli di analisi anche complicati siano meno efficaci di come agisca realmente il cervello. Lo studio è stato inoltre una delle principali fonti di Blink di Malcolm Gladwell, ci accompagna, passo dopo passo, alla scoperta di quella che è una nuova “scienza delle decisioni”. In una mite notte di novembre del 1989 cadde il muro di Berlino”.

LA QUESTIONE FEMMINILE
La questione femminile è un mantra
complesso variegato impegolato
che mi attornia da sempre circuendo
il mio fare disfare convocare.

La meraviglia di due donne esperte
capitate per caso colloquianti
del bene e male femminile infisso
mi ha reso compartecipe silente.

La scelta di pochissimi è il mio modo
per i pranzi ospitali che propino
domani è un altro giorno sono lieta
del lento continuare a vivacchiare.
29 agosto 2018

Il canone americano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il canone americano di Harold Bloom. Il canone americano. Lo spirito creativo e la grande letteratura di Harold Bloom
I “dàimon” per i filosofi greci erano gli esseri superiori, a metà strada fra il divino e l’umano; per Bloom sono gli scrittori dotati di un’intensità tale da elevarli verso il sovrasensibile: Whitman, Melville, Emerson, Dickinson, Hawthorne, James, Twain, Frost, Stevens, Eliot, Faulkner e Crane. Ritroviamo un’idea di letteratura esigente, idiosincratica, che è sempre anche una “guerra del gusto”. Ma quando Bloom spiega perché l’amore per un poeta non si può spiegare, o perché Whitman gli ha letteralmente salvato la pelle, è chiaro che il merito principale di questo libro è di regalare ancora una volta il racconto di un’esperienza di lettura unica, non tanto diversa dalla vita, che fa corpo con la vita.”

VOTARE UFFA
Votare è un’incombenza complicata
che mi rende perplessa e scombinata
la destra e la sinistra avanti e indietro
mi paiono volenti malandanti.

L’ambizione furbizia l’arrivismo
che rifuggo perplessa e amareggiata
mi rende compartecipe all’inverso
dei casi incomprensibili malversi.

La destra e la sinistra grandi noie
il centro putiferio imbalsamato
se non capisci niente non agire
s’insegna a medicina o s’insegnava.
29 giugno 2018


Poesie d’autore online

Benvenuti nel nuovo blog di Poesie d'autore redatto da Oretta Dalle Ore, che scrive poesie da mezzo secolo, è in internet dal 1996 ed editrice dal 2003. Oretta ha recitato poesie con successo in Svezia, Iran e Germania.

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