Archivio per ottobre 2018



21 lezioni per il XXI secolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

21 lezioni per il XXI secolo di Yuval Noah Harari. In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere. La censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni. “21 lezioni per il XXI secolo” si fa largo in queste acque torbide e affronta alcune delle questioni più urgenti dell’agenda globale contemporanea. Perché la democrazia liberale è in crisi? Dio è tornato? Sta per scoppiare una nuova guerra mondiale? Che cosa significa l’ascesa di Donald Trump? Che cosa si può fare per contrastare l’epidemia di notizie false? Quali civiltà domineranno il pianeta: l’Occidente, la Cina, l’islam? L’Europa deve tenere le porte aperte ai migranti? Il nazionalismo può risolvere i problemi causati dalla disuguaglianza e dai cambiamenti climatici? In che modo potremo difenderci dal terrorismo? Che cosa dobbiamo insegnare ai nostri figli? Miliardi di noi possono a stento permettersi il lusso di approfondire queste domande, perché siamo pressati da ben altre urgenze: lavorare, prenderci cura dei figli o dare assistenza ai genitori anziani. La storia purtroppo non fa sconti. Se il futuro dell’umanità viene deciso in vostra assenza, poiché siete troppo occupati a dar da mangiare e a vestire i vostri figli, voi e loro ne subirete comunque le conseguenze. Certo è parecchio ingiusto; ma chi ha mai detto che la storia è giusta? Un libro non può dare alla gente né cibo né vestiti, ma può fare e offrire un po’ di chiarezza, contribuendo ad appianare le differenze nel gioco globale. Se questo libro servirà ad aggiungere al dibattito sul futuro della nostra specie anche solo un ristretto gruppo di persone, allora avrà raggiunto il suo scopo.

I CONTI CON LA VITA
Per la lingua italiana mi arrabatto
in serque endecasillabi giostrate
sono contro l’inglese universale
che travisa lo scrivere e imprecisa.

Svisar la matematica è un’impresa
che appalta ghiribizzi e li puntiglia
nell’oltre stratosferico che incombe
fantasticante speranzoso alieno.

I conti con la vita e le questioni
della calma campante che persegue
permettono gli incontri smaliziati
le voghe le diatribe le passioni.
21 ottobre 2018

Cuori allo schermo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cuori allo schermo Di Marc Augé. Marc Augé li chiama da sempre non-luoghi, riscontrando in essi un deficit di identità, di relazioni e di storia: sono le stazioni, i porti, i luoghi di confine, i treni e gli aerei. Sono luoghi di passaggio dove gli individui sono costretti a transitare per vari motivi, ma in cui non sono obbligati a tessere rapporti interpersonali.
Per il filosofo, tuttavia, oggi il mondo intero è diventato un non-luogo. Di fronte agli schermi di tablet, cellulari e computer il tempo planetario viene percepito in accelerazione e, allo stesso tempo, ridotto a un puro presente che ci condanna all’ostentazione superficiale e all’oblio immediato. In questo presente segnato dalla velocità e dal potere dell’immagine, l’ordine sequenziale delle nostre esistenze risulta frammentato, trasmettendo la sensazione di disorientamento del viaggiatore d’affari, che passa da un albergo all’altro sentendo che la vita vera scorre altrove. Nell’individualismo passivo dedito al consumo di notizie, immagini e oggetti, promosso dalla mondializzazione di internet, il singolo è costretto a cercare da solo il senso della propria esistenza, vivendo, proprio per questo, una solitudine vertiginosa all’interno di una crisi profondamente relazionale e, quindi, sociale. Oggi il web ci dà l’illusione di partecipare in prima persona al dibattito pubblico e di mostrarci agli altri per come siamo, in realtà ci trasforma da esseri fatti di corpo, reciprocità e parole in fantasmi digitali. La rivoluzione indicata in questo libro sprona a non accontentarsi di essere un apatico sguardo sul mondo in immagini: quello sguardo, da passivo che era, deve farsi attivo, diventando amicizia, fraternità, responsabilità e, forse, anche profezia.

TIRA MOLLA LA VITA
La varietà del fare e del disfare
assimila il possibile all’indietro
rendendo compartecipe e perversa
l’insipienza conversa strampalata.

Mescolare all’inverso conservato
il difficile inoltro strampalato
la fantasia molteplice mostrando
nel diverso alienabile converso.

Tira molla la vita si sgarbuglia
nella diversità racimolata
impiantando risorse scombinate
inaspettatamente variegate.
18 ottobre 2018

LA FRONTIERA INTERIORE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA FRONTIERA INTERIORE di Antoine Saint-Exupéry. Mosca Barcellona Vichy Scrutare il mondo da un aereo – diceva Saint-Exupéry – scopre agli occhi “il vero volto della terra”. E il senso della missione che il geografo assegna, nel Piccolo principe, al ragazzo: mappare la trama cangiante del reale umano, l’intarsio drammatico delle sue contraddizioni. Negli ultimi anni di una vita breve e romanzesca, le pagine del leggendario scrittore-aviatore francese funzionano sempre come impavidi “voli di ricognizione”: tentativi di fotografare dall’alto la crisi profonda della civiltà europea, l’angosciosa consunzione delle vecchie democrazie sotto il maglio della minaccia hitleriana, il precipitare degli anni Trenta nell’imbuto sanguinoso della Seconda guerra mondiale. Il crollo militare della Francia nel 1940 è una “strana disfatta” in cui muore l’idea stessa di vecchio umanesimo. Saint-Exupéry ne aveva presentito con largo anticipo il lugubre annuncio fra le strade di Mosca e i massacri dei campi di Guernica. Due straordinari reportages scritti, fra il ’35 e il ’36, per i quotidiani “Paris-Soir” e “L’Intransigeant”, ai quali il presente volume affianca una importante scelta di interventi degli anni che precedono e accompagnano il divampare del conflitto: primi per rilievo, la dolorosa controversia con il filosofo Jacques Maritain e due splendide riflessioni sul tragico dilemma fra la pace e la guerra, nel tempo in cui il nazismo lavora a fare dell’Europa agonizzante un solo boccone.

LA LINGUA NELLE SCUOLE
Il dovere del vivere è un impegno
che occorre esplicitare nel campare
con tantissimi anni avanti e indietro
io penso all’italiano da vagliare.

La lingua nelle scuole insegnamento
con rami endecasillabi è una pianta
che vegeta nell’oltre da infiorare
con ritmi stratosferici conversi.

Il sapere piacevole inculcare
con modi memorabili gentili
converge disciplina apprendimento
almeno penso spero cerco tento.
17 ottobre 2018


Poesie d’autore online

Benvenuti nel nuovo blog di Poesie d'autore redatto da Oretta Dalle Ore, che scrive poesie da mezzo secolo, è in internet dal 1996 ed editrice dal 2003. Oretta ha recitato poesie con successo in Svezia, Iran e Germania.

Scrivete a oretta@oretta.it

Oretta pubblica anche un blog di poesie tradotte in inglese.

Potete anche accedere al vecchio blog.

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