Archivio per agosto 2015



Leo Longanesi – Il borghese conservatore

Ho letto: “Leo Longanesi – Il borghese conservatore” di Francesco Giubilei. “Prima di ogni etichetta pregiudiziale (“fascista”, “borghese”, “conservatore”, “enfatico”, “esagerato”) Leo Longanesi è stato soprattutto questo: un esponente del libero pensiero (“Non è la libertà che manca, mancano gli uomini liberi”, scriveva ancora), un giornalista dalla schiena dritta, un ideologo, un’anima fiammeggiante: le testate fondate come editore – “L’italiano”, “Omnibus”, “Il borghese” – si segnalano ancora tra le pubblicazioni più incisive che possa capitarvi di leggere o anche soltanto sfogliare, per via di una veste grafica distintiva, come si dice di “carattere”. A distanza di sicurezza da ogni schematismo ideologico (è auspicabile), recuperare vita e contributo culturale di Leo Longanesi è, insomma, cosa buona e giusta. Il saggio biografico che Francesco Giubilei gli dedica per Odoya (“Leo Longanesi. Il borghese conservatore”) non può che accogliersi che in positivo: il piano ravvicinatissimo su un letterato sui generis, su un intellettuale da riscoprire, al pari di altri come lui “fuori schema”, non ascrivibili al pensiero di sinistra (Flaiano, Prezzolini, Papini) eppure portatori di progettualità socio-culturale non indifferente, riprova del fatto che il diavolo non è mai tanto brutto come lo si dipinge. A proposito dell’adesione longanesiana al fascismo, per esempio, andrebbe ricordato che non fu consumata fideisticamente. Longanesi non sottoscrisse mai il “Manifesto degli intellettuali fascisti” e quando il movimento si tramutò in regime (smarrendo cioè la sua “prima” carica di anticonformismo rivoluzionario) fondò addirittura “Omnibus”, testata-fucina per molti giovani poi diventati antifascisti. Come emerge dalla lettura del libro di Giubilei, Leo Longanesi è stato insomma un giornalista “puro”, senza padroni né etichette, abile fustigatore del costume italiano attraverso un penna capace di chiamare le cose col loro nome e di farlo in uno stile tanto efficace quanto pungente. Anche attraverso un corposo apparato iconografico, questo lavoro è in grado di restituirci il ritratto sfaccettato di un uomo (e di un editore-giornalista) segnatamente “borghese” ma in grado di criticare – da “dentro” – la sua classe di appartenenza. Come si dovrebbe usare (osare) sempre tra persone intellettualmente indipendenti.”

  • Sapere non sapere continuare
  • vedere il lato buono del mal fare
  • che ha i limiti nel bene che propaga
  • cambiando senso suono disviando.

Notizie che non lo erano

Ho letto spesso scorrendo: “Notizie che non lo erano – Perché certe storie sono troppo belle per essere vere” di Luca Sofri. “Il libro prende il titolo dalla rubrica che ormai da anni il diret­tore de Il Post dedica ad un tema che è fondamentale per gior­nali e gior­na­li­smo. In cin­que capi­toli, che par­tono da come e per­ché si gene­rano le noti­zie false per con­clu­dersi con come se ne esce, nel libro oltre a rive­lare i pic­coli e grandi mec­ca­ni­smi del gior­na­li­smo, il let­tore è invi­tato a riflet­tere sullo stato della nostra infor­ma­zione e a costruirsi una bus­sola per distin­guere il vero dal falso. Viene affron­tato il tema cru­ciale della rapi­dità ver­sus l’accuratezza con una ric­chezza di esempi sia inter­na­zio­nali che nazio­nali quali il caso del Ceni­spes, Cen­tro Ita­liano di Studi Poli­tici Sociali ed Eco­no­mici, del quale non vi è asso­lu­ta­mente trac­cia in Rete ma che però viene citato da molti dei nostri quo­ti­diani come fonte sulle spese degli ita­liani per San Valen­tino ed in diverse altre sedi­centi ricer­che sui com­por­ta­menti della popolazione.”

  • Internet cambia ascolto e lo modifica
  • trovare la misura è il suo problema
  • che varia con l’età la lontananza
  • che feconda il linguaggio e l’innamora.

L’infinito viaggiare

Ho letto: “L’infinito viaggiare” di Claudio Magris. “Ci sono luoghi che affascinano perché sembrano radicalmente diversi e altri che incantano perché, già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natio. Conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, l’emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell’attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell’incontro, della seduzione e dell’avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa all’amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima. Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, come l’odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca. “Perché cavalcate per queste terre?” chiede nella famosa ballata di Rilke l’alfiere al marchese che procede al suo fianco. “Per ritornare” risponde l’altro.”

  • Virare con la storia e la memoria
  • nascosta convertita in disavanzo
  • coltivare pazienza e buonumore
  • leggendo comprendendo raccontando.

Poesie d’autore online

Benvenuti nel nuovo blog di Poesie d'autore redatto da Oretta Dalle Ore, che scrive poesie da mezzo secolo, è in internet dal 1996 ed editrice dal 2003. Oretta ha recitato poesie con successo in Svezia, Iran e Germania.

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Oretta pubblica anche un blog di poesie tradotte in inglese.

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Buona lettura!

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