Archivio per gennaio 2015



Non seguire il mondo come va

Ho letto: “Non seguire il mondo come va – Rabbia, coraggio speranza e altre emozioni politiche” di Michela Sarzano. “Nel marzo 2013, Michela Marzano entra per la prima volta alla Camera in qualità di deputata. Non ha mai fatto politica, non conosce nessuno: è una filosofa chiamata dal Partito Democratico con l’intenzione di portare in Parlamento una persona con competenze specifiche. Pensa alla responsabilità che tutti i neoeletti si sono assunti davanti al Paese di essere integri, onesti, decorosi. Pensa ai problemi dell’Italia, alla crisi economica, alle diseguaglianze sociali, alla mancanza di diritti per le minoranze. Pensa a tutto quello che vorrebbe e dovrebbe fare, a tutto quello per cui vorrebbe e potrebbe battersi, a tutto quello che non accetterebbe. Le bastano poche settimane per cominciare a respirare tutto il malessere della politica. Con crescente smarrimento, capisce che alla Camera i princìpi e le idee valgono poco. In politica contano soprattutto i voti che ti porti dietro, le appartenenze e le conoscenze. E poi sono troppi i cortigiani; troppi gli arroganti e gli ambiziosi pronti a dimenticare velocemente le ragioni perle quali all’inizio avevano deciso di impegnarsi. A Michela Marzano non interessano lamentele e disfattismi. Di libri sulla delusione di chi sbarca per la prima volta in politica ce ne sono già tanti. Il suo è diverso: è, al tempo stesso, una testimonianza e un saggio filosofico, un atto di resistenza e un ritratto della politica italiana contemporanea. Se la retorica antisistema è una vera e propria piaga della nostra epoca, la soluzione non è certo quella di “cercare la quadra” o di soccombere alla logica dei compromessi. Oggi ci vuole coraggio e compassione, senso della giustizia e speranza.”

  • Conservare e distruggere è un problema
  • bisogna star tranquilli e ammaestrati
  • nel mondo che si svolta e s’ingarbuglia
  • facendo e rifacendo cose uguali.
  • .
  • Precipitarsi adagio con gran cura
  • fermando l’attenzione e la speranza
  • che ci accompagna nuova ripetendo
  • il vecchissimo andare che ritorna.
  • .
  • Non so più cosa dire e cosa fare
  • mentre aspetto dagli altri voglie e imprese
  • sarà quel che sarà buttato il sasso
  • tocca agli altri raccoglierlo e sfruttarlo.

L’obbligo morale di essere intelligenti

Ho letto: “L’obbligo morale di essere intelligenti” di John Erskine. “Se un uomo saggio chiedesse: quali sono le virtù moderne? E rispondesse alla sua stessa domanda con un elenco di cose che ammiriamo; se scartasse come “irrilevanti” gli ideali che per tradizione insegniamo, ma che non si trovano se non al di fuori della tradizione e dell’insegnamento – ideali come la mitezza, l’umiltà, la rinuncia ai beni materiali; se dovesse citare solo quelle eccellenze verso cui i nostri cuori sono quotidianamente portati, e dai quali è mossa la nostra condotta… in una lista come questa, quali virtù nominerebbe?”. Così inizia L’obbligo morale di essere intelligenti, il pamphlet di John Erskine pubblicato nel 1915 che ha avuto enorme influenza nel dibattito culturale americano della prima metà del secolo scorso. Professore di letteratura inglese alla Columbia University, Erskine ci racconta una breve storia dell’intelligenza, una storia di paradossi, superstizioni, diffamazioni: dall’eredità anglosassone, che la vedeva come un “pericolo”, a Milton, che senza troppi giri di parole le attribuì il titolo di “maggior pregio del Diavolo”

  • Il mondo che continua è più terribile
  • di quello che si pensa e si arzigogola
  • convogliando la scienza e le parole
  • le amicizie gli intrighi le diatribe.
  • .
  • Non posso fare nulla per varcare
  • le religioni i miti le violenze
  • la vita delle donne dissepolta
  • dal vuoto del non dire comparire.
  • .
  • Il sapere convince e dà speranza
  • obbligando a cercare anche nel nulla
  • il possibile oltre da salvare
  • distogliendo sfatando sprigionando.

Il punto di svolta

Ho letto: “Il punto di svolta –Scienza, società e cultura emergente” di Fritjof Capra. “Nel “Tao della fisica” Capra ha denunciato i limiti e le lacune del sapere convenzionale dell’Occidente. La scienza newtoniana – che ha dominato la cultura occidentale per più di due secoli e alla quale continuano a ispirarsi non solo le scienze cosiddette esatte, ma anche numerose scienze umane e biologiche – si fonda su un pensiero lineare e riduttivo messo in crisi, nei primi decenni del nostro secolo, dagli sviluppi della nuova fisica. Questa crisi – che l’autore, riferendosi a un esagramma dell’I Ching, definisce “il punto di svolta” – dipende, secondo Capra, dalla nostra ostinazione teorica. Solo un superamento del riduzionismo ispirato a una visione olistica, ecologica del mondo potrà aiutarci a sciogliere i nodi problematici del nostro tempo. Ispirandosi a questi concetti, Capra compie una sorprendente analisi critica del pensiero riduzionistico, “cartesiano”, tuttora dominante nel nostro approccio ai problemi biologici, medici, psicologici ed economici.”

  • Avere ispirazione poesia
  • è un dono una fortuna da onorare
  • coltivando gli amici la lettura
  • rimestando le carte sorpassate.
  • .
  • Tutto cambia si svolta resta uguale
  • nei limiti possibili indagando
  • bisogna conservare il meglio e il male
  • lasciare che sprofondi senza toppe.
  • .
  • Aspettare il rovescio non è giusto
  • ignorando l’addrizzo che continua
  • rimanere ottimisti nel prosieguo
  • è il meglio che continua e dà respiro.

Poesie d’autore online

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